Kathmandu, il fuoco sacro.

E’ una giornata splendida oggi a Kathmandu; il sole brilla nel mezzo del cielo azzurro, ma saltuariamente l’intensità della luce viene oscurata dalle ampie ondate di fumo che arrivano dal gretto del fiume. Saltati fuori dal taxi procediamo in discesa lasciando il frastuono della città alle nostre spalle, attorno tutto improvvisamente si ammutolisce, l’aria si trasforma.
Il silenzio è interrotto dal vociare lamentoso di alcune donne, vestite dei loro sgargianti abiti rosso/arancio intente ,con fare dimesso, a recitare preghiere e chiedere l’elemosina.

CremazioneProseguiamo, con un filo di disagio fino all’ ingresso principale del grande tempio di  Shiva ,Dea della generazione e distruzione, non siamo indù ed oltre non possiamo prorseguire.

Cremazione-2

Al di là delle colonne protette da inquietanti leoni si sentono tamburi, canti e celebrazioni; allineata con l’ingresso è visibile la grande statua d’oro di un toro, cavalcatura della Dea Shiva nella sua forma più inquietante ovvero quella di divina distruttrice; oggi siamo a Pashupatinath dove avvengono le cremazioni indù.
Per pochi soldi ingaggiamo un ragazzino con un inglese quasi perfetto che ci farà da guida tra le strutture del tempio, per accompagnarci e svelarci uno dei rituali più importanti della religione Indù. Si preannuncia un esperienza forte, l’odore di bruciato è intenso e sa di fragranze indefinite, sgattaioliamo dietro il nostro accompagnatore tra alcune pagode che fungono anche da ospizio per arrivare a saltare un muro fatto di grandi mattoni, al di là la si vede bene la sponda del fiume dove su una serie di appositi piedistalli alcuni corpi si stanno trasformando in cenere.

Istintivamente prendo la macchina fotografica ed altrettanto istintivamente la rimetto a posto, analizzando la severità del luogo.
La giovane guida notando lo stato d’animo controverso sorride e mi invita a fotografare, spiegandomi come la visione indù della morte sia ben lontana da quella occidentale:
“Non è una cosa triste..il corpo brucia ma l’anima ha già iniziato un nuovo percorso…si è già reincarnata!!”
La mia visione cambia rapidamente; parliamo della legge di causa effetto determinata dal karma che significa appunto “azione” , legge secondo la quale si raccoglie il frutto delle proprie “azioni” corporali, verbali e spirituali e che determina le condizioni della successiva reincarnazione. Lo spirito continua a reincarnarsi ciclicamente per elevare il proprio karma in un processo chiamato Samsara….non c’e tristezza con la morte, ma solo la consapevolezza che un anima ha chiuso un ciclo per iniziarne un altro che la migliorerà.
Adesso ho una nuova prospettiva del luogo, attorno non c’e aria di funerale ,ma un atmosfera intensa con molta gente intenta a guardare i rituali e le cremazioni lungo il fiume, in silenzio come se quello  fosse un buon luogo per fermarsi e pensare, per misurare il fardello delle proprie “azioni”.

Salgo dei grandi scalini in mezzo alle persone, adesso ho un ottima visuale dall’alto di tutto il complesso, non distante da me i Sadhu pregano rumorosamente intonando canti, sono completamente pitturati e mi guardano chiudendo le dita della mano nella tipica posa meditativa, dall’altro lato del fiume delle grida attraggono la mia attenzione; la salma è con i piedi nell’acqua è spirata da poco ed i parenti stanno preparando scrupolosamente tutti i rituali prima della cremazione.
Passano molti minuti, i familiari sono intenti ad armeggiare creando uno scudo che mi impedisce di vedere bene, a pochi metri sopra un ponticello due amici conversano come se niente fosse…..

Cremazione-9Dopo avere avvolto completamente il defunto in un sudario arancio trasportano il corpo sulla pira funebre, dove il figlio primogenito appicca il fuoco.
Guardo tutto ad occhi spalancati con sensazioni contrapposte, capisco il significato Indù della cerimonia , ma è forte da vedere e metabolizzare…..mi trovo in piedi immobile ma intimamente agitato, scatto qualche foto veloce e con un certo disagio…

Cremazione-10Le fiamme si levano alte, una persona veglierà il fuoco per un giorno intero alimentandolo di tanto in tanto,poi sarà solo cenere che verrà dispersa nel fiume sacro.

E’quasi il tramonto e lasciamo il tempio salutando la nostra guida, ci incamminiamo attraverso il grande parco fatto di alberi antichi e tempi indù, penso a quello che ho visto oggi a quello che ho imparato; in particolare mi soffermo sul concetto di Karma, profondamente sottovalutato ed ignorato dalla nostra cultura. Penso alla nostra frettolosa routine, a quante azioni compiamo normalmente ogni giorno senza renderci minimamente conto di quanto esse influenzino la nostra esistenza; cerco nella memoria qualche esperienza personale trovando solo conferme.

Ognuno è responsabile di ciò che accade e ha il potere di decidere che cosa vuole essere. Quello che siete oggi è il risultato delle vostre decisioni e scelte passate. Quello che sarete domani sarà il risultato delle vostre azioni di oggi.

…Il viaggio continua…

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